giovedì 19 novembre 2009

Sabato offre Mauro!



Sabato 21.
Forbidden Planet (vicino Re di Roma a Roma).

Mauro Antonini mette IL libro.
Gianni e Andrea ci mettono il negozio e le fantastiche WINCSSSSSSS!

Io, la Melarancida, Giacomo Bevilacqua e Gabriele dell'Otto, ci mettiamo la nostra proverbiale verve e simpatia... praticamente una versione uncut di "Brutti, sporchi e cattivi".

Non mancate, accorrete in massa. Posti numerati e chiacchiere illimitate... e non sapete quanto chiacchiera Gabriele! :)

lunedì 16 novembre 2009

Ancora uno



Questo è l'ultimo. Lo giuro! Dopo di questo ritorniamo alle solite cose, donnine, macchie di inchiostro e chissà, magari se mi gira bene continuo anche Elodie Brennan...

domenica 15 novembre 2009

Nemico Pubblico



Era da un po' che non andavo al cinema e ne uscivo estasiato. Forse l'ultimo film che mi ha estasiato è stato Speed Racer. Intendiamoci, tra Nemico Pubblico e Speed Racer ci passa in mezzo l'intero stato dell'Alabama, però il risultato è stato lo stesso. Pura estasi. Finalmente ho capito a che cazzo serve una macchina da presa digitale. Adesso provo a spiegare. I film riproducono la realtà, ma nonostante questo il risultato viene per forza di cose mediato e forzato e distorto e piegato dai mezzi e dalla pellicola e quant'altro. Di conseguenza è difficile uscire da una sala cinematografica e ritrovarsi ancora immersi nella pellicola che si stava vedendo. Una volta che si accendono le luci è svanita la magia. Ora. provate ad immaginarvi di aver visto per due ore un film ambientato nel 1933, quindi in un tempo che non solo non vi appartiene più, ma soprattutto in una realtà che non ha niente di riconoscibile una volta fuori dalla sala. Provate ad immaginarvi l'effetto assolutamente sbalorditivo, quindi, di uscire dalla visione in sala del film e ritrovarvi nella stessa realtà descritta fino a qualche minuto prima dal regista. Voi vi chiederete "ma come è possibile?". Tutto quello che avete intorno è completamente diverso dal 1933 descritto da Mann: la gente è vestita diversa, le macchine sono diverse, gli oggetti e i negozi sono diversi... eppure c'è qualcosa che vi tiene ancora agganciati alla pellicola e pian piano vi rendete conto che sono le luci, che è il modo in cui vi girate per guardare le cose, è il riflesso dei lampioni su una macchina che vi è appena passata davanti e che crea una certa percezione del movimento. Queste cose sono quelle che c'erano nel film. Subito dopo penserete "Ecco a che cazzo serve una macchina da presa digitale!".  Serve a Mann per descrivere il mondo, che dal '33 ad oggi evidentemente non è cambiato granché (che poi magari uno che è vissuto nel 1933 le cose le percepiva così, non penso che vedesse il mondo in bianco e nero). Serve a me, che così mi porto la meraviglia a casa, nei miei occhi, ben oltre la durata della pellicola. Sono uscito dal cinema strafatto, con i sensi totalmente alterati (o forse erano solo un po' più svegli del normale), una percezione nuova delle cose. È come se m'avesse detto "Guarda, Werther, la realtà non è molto distante da questa, le luci sono luci, che siano gli anni 30 o il 2009 non cambia molto... anzi direi che non cambia per niente. I movimenti, quello che vedi e come lo vedi è sempre uguale. Sì, magari gli oggetti cambiano, ma se li metti sotto un lampione, stai sicuro che l'effetto finale sarà pressoché identico, perché quella luce lì ti darà sempre lo stesso effetto."
Mann mi ha mostrato quanto è bello il mondo delle mie percezioni.
Fatevi un favore e andate a vederlo e poi fate un favore a me: se non vi dovesse piacere allora non venite a parlarne con me, perché per quanto mi riguarda c'è veramente poco da discutere.

lunedì 9 novembre 2009

Avviso di chiamata inoltrato...




Il tira pugni con i sonagli. Tutti dovrebbero averne uno. Almeno così capisco da che parte sta arrivando il colpo. Ovviamente non fa nessuna differenza a livello pratico, è solo una questione di tempi e reazioni. Se so da dove arriva il colpo i centri del dolore sono meglio disposti a riorganizzare lo squasso emotivo conseguente. È solo una questione di apparenze, ma per il cervello le apparenze sono molto importanti. La sostanza rimane sempre la stessa: il colpo, il dolore, la tumefazione, il dolore, l'assorbimento della ferita. L'iter non cambia, è solo che se so da che parte arriva il colpo, so anche che sto per essere colpito e se so che sto per essere colpito, ormai, so già tutto. So quanto mi farà male e quanto tempo mi ci vorrà per assorbire il dolore e allora me ne faccio una ragione e allora visto che so già tutto è facile che mi stufi più in fretta di lamentarmi e passi oltre, al prossimo cazzotto. Dovrebbero dare un tira pugni col sonaglio al lunedì mattina, così probabilmente smetterei di lamentarmi.

giovedì 5 novembre 2009

Lucca... qualche parola in più.

Ecco, in effetti quest'anno una cosa su Lucca la posso dire a pensarci bene... sono riuscito ad avvicinarmi agli stand!?!?!  Merito dell'organizzazione che ha organizzato i padiglioni in modo più razionale? Merito della gente che se ne è rimasta a casa? Non lo so e di certo non mi va di stare a cercare in rete le varie dichiarazioni degli organizzatori e della questura sulle cifre dei partecipanti, tanto saranno comunque discordanti. Quello che so è che se riesco ad avvicinarmi ad uno stand allora è facile che vecchie ferite nel mio portafogli si riaprano e l'emorragia rischi di diventare letale. L'anno scorso, complice la calca disumana, sono riuscito a tenerlo al sicuro il mio portafogli. Quest'anno non c'è stato verso, lame di cupidigia fendevano l'aria e io non ho potuto sottrarmi.

La prima sciabolata me l'ha data il volume di Allagalla...SARVAN di Segura- Bernet (l'immagine qui sotto non è la cover italiana, però l'illustrazione di copertina è la stessa). Ormai per me questa storia (e anche la prossima) era pura leggenda, roba irrecuperabile, sparsa qua e là per riviste morte da secoli, incompleta... e adesso rieccola in uno splendido formato e ben stampata.



Poi è stata la volta di Kraken, sempre di Segura- Bernet, ma per i tipi della 001 questa volta. Anche qui stessa storia di sopra, roba introvabile, miti raccontati attorno al fuoco da quei pochi fortunati che l'hanno visto. La stampa non è granché, un po' grigetta, comunque onore al merito a questi due editori per l'importantissimo recupero.




Da Panini, oltre alle solite minchiate ho preso Sub-mariner  di Milligan-Ribic. Una graphic novel dai toni claustrofobici. Estremamente interessante, con dei disegni potentissimi.



Da BD è venuto fuori questo libro di una scrittrice di noir molto interessante. "Pupilla" di Ellroy, la Abbott ne eredita in qualche misura lo stile graffiante, pur rimanendo molto personale e non snaturandosi... non vuole fare l'uomo, detta in soldoni. Il genere noir è sempre stato appannaggio di scrittori più o meno bravi, ma pur sempre scrittori, quindi che una donna riesca a dedicarsi al genere senza dover scimmiottare un uomo nell'approccio ti da la possibilità di leggere qualcosa di nuovo e fresco. Nota a margine... in realtà questo libro non l'ho comprato, è stato un gentile omaggio di Marco, ma lo consiglio vivamente.



Ritornando alle cazzate non ho potuto esimermi dal comprare la ristampa delle Tartarughe Ninja (001 Edizioni)... adoro le Tartarughe Ninja, i cartoni animati li odiavo e schifavo pure... il fumetto era un'altra storia. Ultra underground, violento e con quattro tartarughe esperte di arti marziali...cazzutissimo. Questo volume l'ho riletto con gusto e praticamente divorato... spero tanto che proseguano con la ristampa.




Dulcis in fundo due meravigliosi volumi editi da Little Nemo che raccolgono una quantità di copertine fatte da Pintér  per Mondadori. Uno dedicato agli omnibus e uno dedicato a Maigret. Ogni parola che possa usare per descrivere il lavoro di Pintér  è superflua. Guardarlo, ammirarlo e impararne la lezione...that's all!






lunedì 2 novembre 2009

Commenti Lucchensi





Si... nonostante tutto, alla fine è andata.


Mi piace essere propositivo ed entusiasta il lunedì mattina.

mercoledì 28 ottobre 2009

Lucca...



Tra un paio di giorni vado su a Lucca. Come al solito ho deciso all'ultimo momento. Perché sono pigro, perché sono ansioso, perché "ma alla fine che cazzo ci vado a fare?", insomma le solite cose. Al solito ci sarà tanta gente e io me ne tornerò con la solita sensazione di non essere riuscito a stare con nessuno, o quantomeno di aver disatteso le aspettative di qualcuno. La verità è che non sono un animale sociale, col tempo ho imparato ad essere socievole, ma nulla di più. Tutti a Lucca parlano con tutti, tutti si rallegrano di tutto, tutti si lamentano di tutto,  io ascolto, annuisco col capo, in alcuni casi (rari) faccio tesoro e poi tiro dritto e me ne torno a casa... ma sto divagando. Andando sul pratico, ci sono delle cose che mi lasciano perplesso. Una su tutte: ma perché cazzo sul sito di Lucca Comics non è possibile accreditarsi come autore per avere un pass? Qualunque autore che si presenti in fiera (in qualsiasi fiera), secondo me, non è altro che un valore aggiunto per la fiera stessa: allora perché fargli pagare l'abbonamento? Porco giuda! Persino i Cosplayers c'hanno delle riduzioni e sconti. Per Lucca Comics  un autore vale meno di un Cosplayer, è questa la verità. Bella fiera di "Fumetti" del cazzo! Dopo che fortunosamente e non senza smadonnamenti sei riuscito a trovare un posto dove dormire, ti tocca pietire in giro tra amici e colleghi e quant'altro per un pass. E' frustrante. Se non s'è capito, a me, tutto questo mi sta sul cazzo. Bah!


P.S.
Ovviamente il disegno no c'entra niente, per quello vale il discorso del post precedente.